NEVROSHOCKINGIOCHI

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da Sonicbands


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Nevroshockingiochi 'La Finzione Necessaria'
(Autoproduzione 2004)

Comincia L'Inetto e ci si trova investiti da una bordata di elettrorock noisy schizofrenico e palpitante, con un cantato singhiozzante e belante che riporta al 1995 di 'Germi': e come inizio non poteva essere più fuorviante, essendo quella dei Nevroshockingiochi, formazione maceratese, una musica sì di potenza, ma che più che altro punta a suggestionare l'ascoltatore per la sua poesia e teatralità: ottimi testi carichi di pathos emergono da suite dilatate, che rimandano se vogliamo ai Mars Volta, a volte arricchite da freddi spunti gotici (Nkb), altre capaci di traslare in dimensioni parallele certe atmosfere ambientali dei Massive Attack, mantenendo comunque costantemente una tinta scura che mi fa pensare agli Ulan Bator di 'Vegetale'.
Gli episodi migliori, oltre all'aliena prima traccia, sono Mani Burattine e Il Matto E La Morte (testo di Dario Fo); altri episodi risultano forse ostici, a causa di fraseggi reiterati troppo a lungo e di un'atmosfera davvero opprimente... messa a fuoco non perfetta insomma, ma comunque un lavoro interessante, che merita un bel sette spigoloso e appuntito.

Musica come teatro, una finzione necessaria a trovare un senso che giustifichi la nostra esistenza, a nascondere il senso di smarrimento e il delirio che proviamo di fronte al lucido vuoto della realtà... lacrime e risate acide, la vittoria della follia.

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www.teatro.org"
TEATRO DELLA COMUNITÀ

Per l'inaugurazione dell'AIMC (Associazione invalidi civili di Civitanova)
A Civitanova Marche è stato presentato l'ultimo spettacolo del "Teatro della Comunità" di Marco di Stefano.
Il "Teatro della Comunità" è un progetto che di Stefano, direttore dall'84 dell' ITI Incontro teatro internazionale di Amandola, porta avanti da ormai
20 anni, gli ultimi 4 nella provincia di macerata, con successo.
Esso si può definire come una sintesi tra la commedia dell'arte all'italiana per l'improvvisazione e il lavoro a canovaccio, e la cultura sociale scandinava,
acquisita dall'attore regista in dieci anni di lavoro in Danimarca, e nella quale il senso della squadra e della comunità acquistano maggiore significato.
E' un lavoro fatto con attori non professionisti, e negli ultimi anni si è specializzato nello sviluppo delle caratteristiche drammaturgiche dei disabili
che le capacità comunicative, quasi sciamaniche di di Stefano riescono a tirare fuori, trasformando persone anche con grossi limiti comunicativi in
attori brillanti.
Essendo basato sull'improvvisazione di attori di volta in volta diversi, lo spettacolo non è mai lo stesso ma è comunque sempre corale e surreale,
avvalendosi per questo di una coreografa di prim'ordine come Tanya Khabarova (Derevo), moglie di di Stefano, ballerina di fama mondiale, vincitrice per
7 anni di seguito del festival di Edimburgo.
Lo spettacolo di questa edizione è la rappresentazione di un sogno di libertà.
E presente in esso una forte critica verso la società dei consumi, e si Identifica come naturale via di fuga il sogno.
Le tre parti della poetica aristotelica sono nettamente definite in questo atto unico: la prima è una serie di gag comiche intervallate da una scena
corale "di piazza"; La seconde è più oscura , onirica e musicale, tutti i personaggi vengono imprigionati nella meccanicità di "lavorare, mangiare,
dormire" e all'interno di una notte, intervallati dalla scena del sonno vediamo la rappresentazione dei sogni dei protagonisti.
La terza parte è la liberazione dei personaggi, una torta di rivolta in cui a vincere è la dolcezza.
Un apporto fondamentale, per la definizione delle atmosfere, per la continuità, ed anche per la bellezza dello spettacolo è stato dato dagli ottimi
NEVROSHOCKINGIOCHI, che hanno eseguito le musiche dal vivo.
La band rock sperimentale Maceratese, già nota nell'underground indie italiano per la ricercatezza dei suoni e l'espressionismo delle loro atmosfere tra
il quotidiano e l'incubo, si è mescolata benissimo in questo delirio oscillante tra l'ironia e la passione, esaltandolo in efficacia.
Uno spettacolo in conclusione "felliniano", sorridente e dolente, sporco ed evanescente, premiato da un "tutto esaurito" per gli 890 posti del Rossini
di Civitanova Marche.

Civitanova Marche, Teatro Rossini,10 novembre 2005
Elena Botta

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Intervista da web

A. Diteci qualcosa su "Il Mio Più Bel Risveglio", il brano che abbiamo trasmesso.
A. "Il Mio Più Bel Risveglio" è il nostro primo pezzo, composto almeno un paio di anni prima che i Nevroshockingiochi si formassero. In esso abbiamo cercato di ricalcare il ciclo naturale codificato dalla prima legge della termodinamica, l'incessante flusso di morte e rinascita che caratterizza lo scorrere del tempo: "Il Mio più bel Risveglio" è un pezzo che guarda al passato, lo ingloba, lo uccide, e in questa maniera, si allinea con la potenza creatrice della natura.
Il più bel risveglio è quando apri gli occhi e continui a vedere ciò che stavi sognando... Non è un'esperienza rara, bisognerebbe soltanto imparare a coglierla e ricercare nella realtà l'infinita gamma di possibilità esistenti.
B. Dateci una breve descrizione della musica che fate, per chi non vi ha mai ascoltato prima.
B. Non sta a noi definire la nostra musica, possiamo soltanto definire aspirazioni ed elementi oggettivi: la nostra cultura è vaga ed eclettica, vale per ognuno e noi siamo in cinque; l' approccio compositivo è assulutamente aleatorio, secondo la buona tradizione della 'Musica per Non Musicisti'; i nostri strumenti sono: batteria, basso, chitarre, effetti vari, loops, sintetizzatori, voci, oggetti da percuotere, ironia, idiozia. Il risultato oggettivamente presenta suoni corposi, pesanti ed un certo espressionismo allineati in una struttura tendenzialmente progressiva. Chiamateci come vi pare.
C. Un messaggio per i nostri ascoltatori.
C. Uccidetevi e risvegliatevi continuamente ogni momento.




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